Prima le persone, poi la polizza.
Il rischio cyber nasce quasi sempre da un gesto umano: un clic, una password, un file condiviso. Parto da lì. L'assicurazione copre quello che resta, non sostituisce il resto.
Aiuto le PMI italiane a capire quanto rischiano davvero sul digitale, e a decidere con calma cosa prevenire, cosa insegnare alle persone e cosa trasferire a una polizza. Con i numeri, senza allarmismi.
Oggi una PMI dipende dal digitale in cento modi diversi.
Email, gestionale, cloud, dati dei clienti, strumenti di intelligenza artificiale che i collaboratori usano spesso senza dirlo. Ognuno porta con sé un rischio. Preso da solo, nessuno è una catastrofe. Messi insieme, se nessuno li guarda, diventano un'esposizione che non sai quantificare.
Di solito le aziende reagiscono in due modi: comprano tecnologia a sensazione, oppure rimandano. Costano entrambi.
La terza strada è misurare: capire dove sei esposto, quanto vale quell'esposizione e quanto ha senso spendere per ridurla.
Le tre domande a cui rispondo
Quanto rischio, davvero?
Una matrice dei rischi costruita sulla tua azienda, non su una media di settore.
Quanto ha senso spendere?
Il modello Gordon-Loeb indica la soglia oltre la quale investire di più non conviene.
Cosa resta da assicurare?
Il rischio residuo, trasferito a una compagnia con una copertura dimensionata sul tuo profilo reale.
Non vendo prodotti e non installo software. Ti accompagno lungo un ciclo che parte dalla comprensione e torna, ogni anno, a misurare i progressi.
Fotografo il profilo di rischio della tua azienda: dotazione, abitudini, dati, uso dell'AI, dipendenze da fornitori esteri. Ne esce un report con matrice dei rischi e un Risk Score.
Il Cyber Risk Assessment →La prevenzione più efficace passa dalle persone. Il Piano d'Azione assegna a ciascun ruolo la formazione che gli serve, e alla revisione annuale misuriamo chi l'ha completata.
La formazione →Il rischio che resta, dopo aver fatto ciò che conviene fare, lo trasferiamo a una compagnia. Una copertura cyber calibrata sul tuo profilo, non la più grande del listino.
La protezione assicurativa →Normative, minacce e fornitori cambiano in silenzio. Il Radar se ne ricorda al posto tuo, ogni mese, e ti avvisa quando c'è ancora tempo per agire.
Il Radar Digitale →Ogni anno si torna al primo tempo: nuova misurazione, confronto con l'anno prima, polizza rivista sui dati veri.
Non sono slogan. Sono i vincoli che mi do in ogni incarico, e su cui puoi misurarmi.
Il rischio cyber nasce quasi sempre da un gesto umano: un clic, una password, un file condiviso. Parto da lì. L'assicurazione copre quello che resta, non sostituisce il resto.
Niente paura e niente impressioni: dati, matrice dei rischi, modello Gordon-Loeb. Capire richiede il tempo che serve. Una volta capito, la proposta arriva chiara: cosa faremo, quanto costa, cosa misureremo.
Se non riesco a spiegartelo in tre minuti, non l'ho capito nemmeno io. I tecnicismi restano dietro le quinte; a te arrivano decisioni comprensibili.
Il mio lavoro riesce quando la tua azienda sa decidere da sola. Non vendo paura e non vendo servizi che non ti servono.
Mi chiamo Vincenzo Picardi. Ho costruito infrastrutture digitali quando internet era ancora una promessa, mi sono formato sull'analisi dei dati e da oltre dieci anni lavoro nella distribuzione assicurativa come intermediario iscritto al RUI.
"Da tutto questo ho tratto un grande insegnamento: la necessità di vedere il quadro intero."
È questa combinazione che porto alle PMI: leggere il rischio come lo legge un tecnico, misurarlo come lo misura un analista, trasferirlo come lo trasferisce un assicuratore.
Rischio cyber, sovranità dei dati, intelligenza artificiale e norme. Scritti per chi vuole capire, non solo per chi sa già.
Il modello economico che spiega perché spendere di più in sicurezza informatica non è sempre la scelta giusta, e dove si trova il punto di equilibrio.
Leggi l'articolo →Collaboratori che usano strumenti di AI da account personali, con dati aziendali. Cosa rischia concretamente una PMI, e dove finiscono quei dati.
Leggi l'articolo →Chi usa ChatGPT o Copilot in azienda ha già degli obblighi. Cosa significa concretamente per una PMI, senza giri di parole.
Leggi l'articolo →Non ti chiedo di firmare nulla prima di aver capito cosa ti serve davvero. Mi racconti la tua azienda, io ti dico con franchezza se e come posso esserti utile.
Se il problema non è quello che pensi, te lo dico. Se non ti serve una polizza, te lo dico. Se ti serve un altro professionista, te lo indico.
Trenta minuti, senza impegno e con la massima riservatezza.
Scrivimi due righe sulla tua azienda e indicami quando preferisci essere ricontattato. Ti rispondo io, personalmente, entro un giorno lavorativo. Mai con una proposta commerciale travestita da consulenza gratuita.