Essenziale
Per chi vuole tenere il punto
La fotografia si aggiorna due volte l'anno: sai sempre dove sei, senza impegno operativo.
Un'intervista strutturata di circa 90 minuti, con te e con chi conosce davvero come si lavora in azienda. Ne esce una fotografia chiara: dove sei esposto, quanto reggono le difese, quanto potrebbe costarti un incidente. E cosa conviene ridurre, assicurare o accettare.
Prima di iniziare ti dico cosa faremo, quanto costa e cosa misureremo.
Si compra un antivirus perché lo consiglia il tecnico, una polizza perché la propone la banca, un corso perché è obbligatorio. Ogni scelta ha senso da sola. Insieme, raramente rispondono alla domanda giusta: dove sono davvero esposto, e quanto mi costerebbe?
Il Cyber Risk Assessment mette le cose in fila: prima i numeri, poi le decisioni. Così ogni euro, in tecnologia, formazione o assicurazione, va dove serve.
Sei aree di difesa secondo il NIST Cybersecurity Framework 2.0: governare, identificare, proteggere, rilevare, rispondere, ripristinare. Vedi subito dove sei solido e dove no.
Otto scenari tipici, dal ransomware alla frode sul bonifico, con probabilità e impatto stimati sui tuoi dati. E la soglia oltre la quale spendere in difese non conviene più (modello Gordon-Loeb).
Le azioni in ordine di priorità, le tre mosse con il miglior rapporto costo-beneficio, la formazione consigliata e le coperture da valutare. I punti critici per l'assicurabilità sono segnalati a parte.
Report, documenti e la fotografia iniziale, sempre consultabili. A ogni revisione vedi cosa è migliorato rispetto al punto di partenza.
Il metodo è sempre lo stesso: prima ascolto, poi misuro, poi propongo.
Trenta minuti, senza impegno. Ti dico cosa faremo, quanto costa e cosa misureremo.
Domande pensate per un imprenditore, non per un tecnico. Dove serve, traduco io il linguaggio tecnico.
Ti consegno il report e lo leggiamo insieme: numeri, priorità, cosa fare per primo.
Alla revisione periodica rifacciamo la misura e la confrontiamo con quella iniziale.
Non un elenco di vulnerabilità tecniche, ma una lettura che puoi usare per decidere: quanto sei esposto, dove intervenire, quanto ha senso spendere e cosa trasferire a una polizza.
Ogni numero ha una spiegazione e una fonte. Le risposte "non so" non vengono nascoste: diventano punti da chiarire.
Estratto di un report tipo, con dati di un'azienda di fantasia.
Sono Vincenzo Picardi. Ho costruito infrastrutture digitali e lavoro nel mondo assicurativo come intermediario iscritto al RUI. Per questo guardo il rischio da entrambi i lati: quello che si può ridurre e quello che conviene trasferire.
Non vendo tecnologia e non ho prodotti da piazzare a tutti i costi: misuro, e poi ti dico cosa ha senso fare.
Il Cyber Risk Assessment diventa la base di un percorso: verifiche periodiche, report che mostrano i progressi, la polizza rivista sui dati aggiornati. Con un'intensità che cala nel tempo, man mano che l'azienda diventa autonoma.
Per chi vuole tenere il punto
La fotografia si aggiorna due volte l'anno: sai sempre dove sei, senza impegno operativo.
Per chi sta mettendo le cose a posto
Ogni trimestre verifichiamo cosa è cambiato e come procede il Piano d'Azione. Con il Radar Digitale incluso.
Per chi è soggetto NIS2 o ha clienti esigenti
Verifica e report ogni mese, il referente interno affiancato e un contatto prioritario se succede qualcosa.
Non è chiaro cosa significa una voce? Ogni voce porta alla sua spiegazione nel glossario (si apre in una nuova finestra), che si apre in una nuova finestra.
Il livello si sceglie insieme dopo il primo assessment, e si può cambiare. Costi e condizioni te li presento nella prima conversazione, per iscritto.
Se hai già ricevuto un questionario da una compagnia assicurativa o da un cliente, portalo: lo usiamo.
No. Le domande sono pensate per chi guida l'azienda. Se c'è un fornitore IT, è utile che sia presente per una parte dell'intervista, ma non è indispensabile: le risposte incerte diventano punti da chiarire.
Circa 90 minuti di intervista, più la restituzione del report. Il resto del lavoro lo faccio io.
Restano riservati: servono solo a costruire il tuo report e a confrontarlo con le revisioni successive. Non li condivido con nessuno senza il tuo consenso.
No. È la base per decidere anche su tecnologia e formazione. Ma se valuti una polizza, ti trovi già pronte le risposte che le compagnie chiedono, e sai quali punti sistemare prima.
Almeno una volta l'anno, o quando cambia qualcosa di importante: nuovi sistemi, nuovi fornitori, una fusione. Con il monitoraggio le verifiche diventano periodiche e la fotografia si confronta sempre con quella iniziale.